Quattro studentesse dell’IIS Guido Monaco di Pomposa al Faro di Codigoro

Si chiamano “Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento” (ex alternanza scuola-lavoro) e intendono fornire ai giovani, oltre alle conoscenze di base, quelle competenze necessarie all’inserimento nel mercato del lavoro, alternando le ore di formazione aula a ore trascorse all’interno di aziende per garantire un’esperienza “sul campo” e superare quel gap formativo tra mondo del lavoro e mondo della scuola del quale spesso si parla.

Protagonista di uno di questi percorsi è stata la residenza e centro diurno Il Faro di Codigoro che, nelle scorse settimane, ha avuto l’occasione di accogliere 4 studentesse dell’IIS Guido Monaco di Pomposa. Con grande freschezza e collaborazione, le studentesse hanno coinvolto ospiti e residenti in attività creative e momenti di svago.

Come ASP riteniamo molto importante quest’apertura del mondo della scuola che consente di trasformare il concetto di apprendimento permanente consegnando pari dignità alla formazione scolastica e all’esperienza di lavoro. Per noi, accogliere queste esperienze è occasione di crescita e ispirazione, momento profondo di collegamento tra diverse generazioni.




“AL TUO FIANCO: ‘STARE’ BENE INSIEME” PRESENTATO A COMACCHIO IL BILANCIO SOCIALE DI ASP DEL DELTA FERRARESE

È stato presentato questa mattina presso la Sala Polivalente di Palazzo Bellini a Comacchio “Al tuo fianco: ‘stare’ bene insieme” il Bilancio Sociale 2022 di ASP del Delta Ferrarese, momento per fare il punto sulle attività della nostra Azienda dal 2019 a oggi, con un affondo sul 2022. Dopo i saluti del sindaco di Comacchio Pierluigi Negri sono intervenuti Davide Nardini, presidente di ASP; Marisa Anconelli, presidente di IRESS, l’Istituto regionale emiliano romagnolo per i servizi sociali e sanitari; Igor Taruffi, assessore regionale a Welfare, politiche giovanili, montagne e aree interne.

“Una bella iniziativa che dimostra la passione per chi fa questo lavoro e i risultati raggiunti – ha commentato l’assessore regionale Taruffi –. Dal valore dell’integrazione socio sanitaria all’importanza del sostegno al reddito passando per il supporto ai nuclei fragili. ASP è anche chiamata a gestire il Fondo per la non autosufficienza, importante risorsa regionale messa a disposizione dei cittadini che la regione incrementa e incrementerà. Come Regione dobbiamo sostenere le ASP con risorse economiche e umane, senza le quali i servizi non sarebbero garantiti: il percorso è avviato, ma dobbiamo assicurare continuità. La storia della nostra regione dimostra che il welfare è un investimento, e le ASP rappresentano un elemento fondamentale del welfare”.

L’incontro è stata l’occasione per conoscere meglio alcuni servizi erogati da ASP. Tra i protagonisti delle pillole video mostrate in anteprima, i residenti della CRA Nibbio di Comacchio; Mattia, un giovane in carico ai servizi sociali; i giovani di Casa e Bottega, il ristorante inclusivo di Caprile; la famiglia della signora Onelia seguita dal servizio Custode Sociale.

 

Per approfondire:

I NUMERI DI ASP

SLIDE DI Marisa Anconelli – Iress Bologna




È stato approvato il bilancio di previsione 2024

Il 31 gennaio è stato approvato, in Assemblea dei Soci e alla presenza dei Comuni di Codigoro, Comacchio, Fiscaglia, Goro e Mesola, il nostro bilancio di previsione 2024 e programmatico 2024/2026. Un bilancio che, tra i propri presupposti, ha la continuità dei servizi, la cura delle persone, spunti di crescita, innovazione e tanta progettualità.

Con un valore della produzione di 8.565.167 euro si conferma la crescita dei servizi: rafforziamo l’accesso delle persone fragili e non autosufficienti; sviluppiamo servizi per la disabilità e per i caregivers con processi innovativi e attraendo risorse sia attraverso l’erogazione diretta sia attraverso azioni di programmazione e progettazione a livello distrettuale. Lo abbiamo fatto e lo facciamo ritagliandoci uno spazio di presenza progettuale all’interno del Distretto a supporto dei nostri sei Comuni Soci.

Incrementiamo e salvaguardiamo i servizi attraverso la crescita di spazi in cui realizzarli, strutture per accogliere soprattutto le disabilità e le persone anziane: abbiamo consolidato le attività del CSO di Comacchio attraverso l’indizione della gara incrementando la spesa per questo servizio. Abbiamo permesso la crescita della CRA di Comacchio con 45 posti accreditati. Abbiamo dato continuità al laboratorio di Caprile che, attraverso un processo di coprogettazione, ha avviato l’esperienza di Casa e Bottega, esempio di ristorazione inclusiva. Abbiamo avviato percorsi individualizzati per giovani con disabilità che escono da pregressi isolamenti e li abbiamo inseriti in servizi laboratoriali e residenziali con percorsi di autonomia, anche abitativa, a Ferrara e nel nostro territorio. Con le risorse PNRR e la coprogettazione ristruttureremo un immobile realizzando posti letto per un percorso di autonomia abitativa e lavorativa per la disabilità.

Favoriamo la domiciliarità delle persone che abbiamo in carico, adulti fragili, anziani e disabili con percorsi innovativi che, di anno in anno, abbiamo implementato, come il progetto “Custode Sociale” nato per dare risposte concrete soprattutto a chi fatica a rivolgersi ai servizi per riservatezza o timore dell’intervento pubblico. Incrementiamo i percorsi educativi al domicilio di minori, famiglie e adulti fragili e affianchiamo questi servizi con azioni di welfare di comunità per sostenere e promuovere l’affido, i centri famiglie e i centri aggregativi. In questo contesto favoriamo servizi e interventi volti a sostenere l’autismo per supportare i minori e non lasciare sole le famiglie, tutte le famiglie.

Nel Distretto siamo punto di riferimento e propulsione per le azioni rivolte agli adulti fragili. Dall’attività di gestione del Fondo povertà rivolto ai beneficiari di Reddito di Cittadinanza stiamo traghettando il passaggio verso la fruizione della nuova misura, l’assegno di inclusione. Abbiamo ampliato gli interventi volti alla grave marginalità adulta con azioni, finanziate da PNRR e da Fondo Sociale Locale, di servizi diffusi, housing temporaneo e Pronto intervento sociale, alcuni già attivi, altri in fase di progettazione.

Per ottenere questi risultati, per dare concretezza alla centralità della persona, abbiamo modificato l’approccio dei servizi. Come? Rafforzando con personale professionalmente adeguato e motivato la nostra ASP; implementando l’integrazione sociosanitaria; partecipando attivamente alla programmazione e al monitoraggio; sollecitando la domanda dell’utenza; favorendo la richiesta di servizi in un’offerta differenziata e innovativa; partecipando attivamente alla programmazione
e al monitoraggio dei servizi di welfare distrettuale.




TRE NUOVI MEZZI PER IL TRASPORTO DI PERSONE CON DISABILITÀ E FRAGILITÀ

TRE NUOVI MEZZI PER IL TRASPORTO DI PERSONE CON DISABILITÀ E FRAGILITÀ
Presentati alla presenza del Sindaco Alice Zanardi
Comunicato stampa

Codigoro – Per le persone con disabilità e fragilità sociale, quello del trasporto è uno dei problemi principali. Gli spostamenti per le visite, per i controlli, ma anche per la spesa o per la frequenza a gruppi di sostegno sul territorio e per recarsi al centro diurno sono sempre una sfida che, per essere vinta, richiede una grande disponibilità di tempo ed economica, oltre che il forte desiderio di voler vedere garantiti i propri diritti e servizi attenti ai bisogni dei cittadini. Per rispondere ancora con maggiore puntualità a questa esigenza, ASP del Delta Ferrarese ha scelto di inserire nella gara del trasporto per persone con disabilità da e per il Centro diurno Il Faro di Codigoro anche un nuovo veicolo allestito per il trasporto delle persone con disabilità. A vincere la gara è stata La Valle Trasporti di Ferrara che ha dunque dotato il servizio di un nuovissimo e funzionale pulmino.

Non solo: il Comune di Codigoro e ASP del Delta Ferrarese hanno presentato un progetto sulla linea di finanziamento prevista per le aree interne. Il progetto è stato finanziato e sul territorio sono arrivati – oltre a risorse per i percorsi a sostegno delle persone con disabilità – anche due veicoli nuovi.

Il Comune di Codigoro ha scelto di destinarli entrambi ad ASP: l’Azienda di Servizi alla Persona del Delta Ferrarese ne utilizzerà uno per il trasporto di persone con disabilità del CSRR Il Faro e uno per i servizi di accompagnamento e socializzazione organizzati attraverso il servizio Custode Sociale.

In foto, I nuovi veicoli, uno dei quali fornito da La Valle Trasporti, il Sindaco di Codigoro Alice Zanardi, il Presidente di Asp del Delta Ferrarese Davide Nardini, i ragazzi, le ragazze e gli operatori del centro disabili Il Faro.




Valutazione delle competenze trasversali, assunte due nuove assistenti sociali

In coerenza con i recenti orientamenti nazionali sull’individuazione e l’inserimento del personale nella Pubblica Amministrazione (Decreto Ministeriale del 28 giugno 2023 “Framework delle competenze trasversali del personale di qualifica non dirigenziale delle pubbliche amministrazioni”), ASP Delta Ferrarese ha introdotto la valutazione delle competenze trasversali nella Procedura concorsuale per la figura dell’assistente sociale.

Per questo è stata integrata nella Commissione la psicologa del lavoro e delle organizzazioni, figura esperta di processi valutativi. Nella giornata dedicata alla prova orale la psicologa ha utilizzato strumenti e metodologie finalizzati ad accertare i requisiti psico-attitudinali e le dimensioni comportamentali di carattere trasversale relativi al ruolo di assistente sociale. Il suo intervento ha consentito di effettuare una valutazione completa di tutte competenze delle persone che hanno partecipato alla selezione e di procedere con 2 nuove assunzioni che andranno a integrare il gruppo di operatori attivi nel servizio sociale professionale di ASP del Delta Ferrarese.

Alla base di questa scelta, la consapevolezza che l’evoluzione del mondo del lavoro, sia in ambito pubblico sia privato, rende più che mai attuale e necessario porre maggiore attenzione alle competenze trasversali, intese come il set di comportamenti organizzativi che rappresentano l’espressione delle capacità trasversali e delle attitudini individuali rilevanti per svolgere “con successo” il proprio ruolo. I requisiti di ruolo non possono più limitarsi, infatti, all’insieme delle conoscenze e delle competenze tecnico-specialistiche necessarie per svolgere specifici compiti lavorativi (il “cosa” deve essere fatto). Al contrario devono essere considerare anche le dimensioni comportamentali di carattere trasversale, riferite cioè al “come” svolgere il lavoro in modo efficace.




I centri di aggregazione giovanile di ASP: un punto di ascolto sul territorio

I centri di aggregazione giovanile di ASP: un punto di ascolto sul territorio

 

Attività ludico-ricreative, eduzione affettiva, percorsi di sensibilizzazione contro il gioco d’azzardo. Giochi di squadra, di ruolo, da tavola, bold games, serate tutti insieme per condividere, oltre a una pizza, anche il rispetto delle regole. Laboratori artistici e musicali con professionisti del settore per permettere anche ai ragazzi e alle ragazze che non ne hanno la possibilità di vivere esperienze nuove, anche scoprendo talenti e passioni. Uno stare insieme “analogico” che fa stare insieme i ragazzi.

 

Sono solo alcune delle attività offerte dai centri di aggregazione giovanile (CAG) realizzati da ASP del Delta Ferrarese nell’area sud est della provincia. La cooperativa sociale Open Group, per conto di ASP, ne gestisce 4 tra Argenta, Lagosanto, Codigoro e Mesola. Le coop Serena e Girogirotondo, a loro volta, per conto di ASP ne gestiscono 6, per un totale di 10 realtà. Ogni CAG raccoglie una dozzina di ragazzi, numero che tende ad aumentare nel corso dell’anno scolastico.

 

Il target di riferimento sono i giovani tra gli 11 e i 18 anni che vengono raggiunti nelle scuole, facendo rete con le associazioni del territorio – le associazioni sportive, gli empori solidali – e anche con i servizi sociali per arrivare anche ai ragazzi in particolari condizioni di fragilità. Gli spazi del CAG sono informali e non giudicanti: “Qui i ragazzi sentono che qualcuno si prende cura di loro, si fa carico dei loro problemi. Qui si sentono ascoltati, cosa che spesso – raccontano – non avviene a casa né a scuola”, spiegano gli educatori che li gestiscono.

 

“Oltre ai CAG – continuano gli educatori – facciamo educativa di strada per entrare in contatto con gruppo di ragazzi che, altrimenti, non riusciremmo a raggiungere. Non necessariamente vogliamo indirizzarli ai nostri spazi: il nostro obiettivo, in primis, è proporci come ‘spalla’ per condividere contenuti, come punto di ascolto e condivisione sul territorio. La priorità, per noi, è creare una relazione”.

 

I CAG di ASP del Delta Ferrarese:

  1. Argentagiovani – Argenta
  2. Codigorogiovani – Codigoro
  3. Lagoteen – Lagosanto
  4. Mesolagiovani – Mesola
  5. CircaUnCentro – Comacchio
  6. AggreGoro – Goro
  7. A.G Ostellato – Ostellato
  8. Porto Garibaldi
  9. Porto Maggiore
  10. Fiscaglia

 

Pagina del progetto “Giovani Protagonisti”



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AL VIA IL TAVOLO DI COPROGETTAZIONE SULLA GRAVE MARGINALITÀ ADULTA

AL VIA IL TAVOLO DI COPROGETTAZIONE
SULLA GRAVE MARGINALITÀ ADULTA

Co-progettare insieme nuovi servizi, in linea con le necessità raccolte sul territorio. È questo l’approccio scelto da Asp del Delta Ferrarese per dare anima e corpo al nuovo percorso sulla grave marginalità adulta e sulla prevenzione delle povertà finanziato in parte con i fondi del PNRR e in parte con il Fondo Sociale Nazionale Povertà. Il percorso di coprogettazione prende il via in Asp del Delta Ferrarese come capofila del Distretto Ferrara Sud-Est e si avvale della collaborazione, come facilitatore all’interno dei tavoli di coprogettazione, di IRESS, l’Istituto di Ricerca sui Servizi Sociali con sede a Bologna.

Questo percorso di coprogettazione implementerà servizi volti a prevenire l’impoverimento e a tutelare la grave marginalità adulta con 451.213 euro che potranno essere utilizzati, entro marzo 2026, per servizi di pronta emergenza, attivazione di un centro servizi diffuso, supporto alle residenze fittizie, progetti di housing temporaneo, attivazione di stazione di posta. Stazioni di posta che, attraverso un servizio di facile accessibilità alle persone in condizione di povertà o marginalità anche estrema o a rischio di diventarlo, garantiranno la presa in carico integrata e un percorso partecipato di accompagnamento funzionale allo stato di salute, economico, familiare e lavorativo della persona interessata.

A questo percorso dedicato alla grave marginalità adulta avviato da Asp partecipano ben sette soggetti tra cooperative, associazioni di volontariato e Terzo Settore. Le risorse umane di Asp che compongono le equipe multiprofessionali di progetto sono parte attiva nella creazione di sinergie volte a rendere ancora più efficaci e produttive le risorse economiche dedicate (come detto, PNRR e Fondo Sociale Nazionale Povertà).

Co-progettare e non affidarsi a una classica gara d’appalto è una scelta specifica: significa ripensare e costruire progetti e azioni a favore dei cittadini confrontandosi costantemente con i territori e con gli esperti, i ricercatori e gli studiosi del tema, a partire dai soggetti che erogano i servizi che dovranno essere implementati per la prevenzione della grave marginalità adulta.

A fine dicembre 2022 è stato attivato un primo percorso di co-progettazione a favore della disabilità. Questo, dedicato al contrasto della marginalità adulta, avviato a ottobre 2023, è il secondo. Altri ne seguiranno nei prossimi mesi: l’obiettivo è arrivare a rendere strutturali almeno 3 percorsi di coprogettazione entro la fine del 2024 per attivare servizi, a favore della disabilità, dei giovani e della marginalità adulti, da arricchire con punti di vista ‘esperti’, rendendo tangibili i percorsi di sussidiarietà, lavorando sulla prevenzione insieme al volontariato locale e al Terzo Settore. L’amministrazione condivisa diventa quindi un nuovo modello di amministrazione fondato sulla collaborazione fra amministrazione e cittadini, che si ritiene possa consentire una soluzione dei problemi di interesse generale migliore dei modelli fino ad ora utilizzati, basati sulla separazione più o meno netta fra amministrazione e amministrati.




AFFIDO E VICINANZA SOLIDALE QUANDO LA SOCIETÀ DIVENTA COMUNITÀ

AFFIDO E VICINANZA SOLIDALE , QUANDO LA SOCIETÀ DIVENTA COMUNITÀ

Codigoro – “La sfida è passare da società a comunità”: con questa affermazione, Alessandro Martelli, professore ordinario del Dipartimento di sociologia e diritto dell’economia dell’Università di Bologna, ha aperto il suo intervento per “Ti Affido una storia – Affido familiare e welfare di comunità”, evento organizzato da Asp del Delta Ferrarese per sensibilizzare la cittadinanza sui temi della vicinanza familiare a Palazzo del Vescovo.

Dopo i saluti del Sindaco di Codigoro Alice Zanardi e del Presidente di Asp Davide Nardini, il prof. Martelli ha affrontato il tema della funzione familiare, sempre più affaticata, nel nostro Paese. “Ne è sintomo che una donna faccia 1,24 figli a testa, dato che si è progressivamente abbassato dagli anni 90 in poi. Parallelamente si assiste al diffondersi di un grande individualismo, motivo anche alla base delle difficoltà che i servizi riscontrano nel raccogliere la disponibilità a diventare famiglia affidataria”.

Tiziana Mori, Coordinatrice servizi e interventi famiglie e minori – Sviluppo funzioni accoglienza, Comune di Bologna, ha parlato di vicinanza solidale: partecipare a un progetto di vicinanza solidale significa affiancare una famiglia con figli nello svolgimento di alcuni impegni quotidiani di tipo organizzativo o educativo, favorendo la loro partecipazione e integrazione nella vita sociale della comunità. Il tema della vicinanza solidale è emerso con forza da un paio d’anni, sebbene esperienze simili esistano da decenni. Nella sua forma più pura, è una forma di sostegno che nasce spontaneamente e consensualmente. “Una famiglia può trovarsi in una situazione di vulnerabilità. Solitamente, per superarla ci si affida alla rete familiare. Ma se questa rete è assente o non è in grado di garantire supporto? I progetti di vicinanza solidale servono proprio a questo: sono una forma di sostegno flessibile e modellabile a partire dalle esigenze dal nucleo in difficoltà e dalla disponibilità della famiglia che si mette a disposizione”.

Angela Mambelli, Responsabile équipe affido sovra distrettuale della Provincia di Ferrara, si è concentrata sull’istituto giuridico dell’affido a partire da una valigia piena di “strumenti”: l’immagine di un bimbo arrabbiato, stato d’animo che spesso caratterizza i bimbi allontanati dalla famiglia d’origine; una casa, perché nella fascia 0-6 si tende ad accogliere i bimbi in una casa e non in una struttura; una sveglia, a indicare che l’affido non è per sempre, ma è un’esperienza con un inizio e una fine.

All’incontro ha preso parte anche una famiglia affidataria che ha parlato della potenza dell’esperienza, a tratti meravigliosa a tratti anche faticosa: “Accompagni i ragazzi per un pezzo di vita, poi devi lasciarli andare, perché il fine ultimo dell’affido è supportare la famiglia affinché superi le fragilità. Nel percorso, però, non si è mai soli: un’équipe specializzata segue la famiglia affidataria dall’inizio alla fine del percorso”.

A gennaio a Ferrara partirà un corso informativo per le famiglie che vogliono candidarsi a diventare affidatarie. Dopo i primi 8 incontri informativi, il nucleo sceglierà se proseguire o meno con il percorso valutativo.

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 L’affido: come funziona?

Perché accogliere?

Perché vicino a noi ci sono famiglie che hanno bisogno del nostro sostegno per superare un periodo difficile e ci si può rendere utili dedicando tempo ed energia a seconda delle proprie capacità e disponibilità. L’impegno richiesto è flessibile, da misurare insieme.

Cosa possiamo fare?

Chi accoglie, in collaborazione con i Servizi Sociali, accompagna il bambino e il ragazzo nel suo percorso di crescita personale e si propone come riferimento concreto e affettivo nella quotidianità.

L’accoglienza è temporanea, le relazioni di scambio e reciprocità invece restano nel tempo, in maniera spontanea.

Possiamo aiutare un bambino o un ragazzo nello svolgimento dei compiti, accompagnarlo ad attività sportive o ricreative, affiancarlo nel tempo libero facendogli vivere nuove esperienze.

Possiamo affiancare un bambino e la sua famiglia aiutandoli nella gestione pratica di alcuni momenti della giornata, sostenendo il bambino, i genitori e il loro legame.

Possiamo accogliere, attraverso l’affido, bambini o ragazzi provenienti da famiglie che temporaneamente non sono in grado di occuparsi di loro, per offrire la possibilità di creare legami affettivi significativi.

Chi può accogliere?

Non esistono vincoli a priori: persone singole, coppie con o senza figli, anche non sposate. Senza limiti di età e nazionalità. È previsto un percorso di formazione specifico per ogni progetto di accoglienza.

Non si è soli in questa esperienza: la famiglia affidataria ha diritto al supporto dell’Equipe del Servizio Affido dell’ente locale competente durante tutto il percorso di affido attraverso colloqui individuali e incontri di gruppo. I genitori affidatari hanno diritto a congedo di maternità e/o paternità; congedo parentale; riposi giornalieri e congedo per la malattia del bambino. È previsto anche un contributo economico mensile a titolo di rimborso spese per il mantenimento del bambino accolto, che viene definito dal Comune di appartenenza.

Per info sull’affido e sulle forme di vicinanza solidale, mandare una mail a info@aspdeldeltaferrarese.it o chiamare allo 0533728611.




CASA E BOTTEGA – RISTORAZIONE INCLUSIVA: VI ASPETTIAMO!

CASA E BOTTEGA – RISTORAZIONE INCLUSIVA: VI ASPETTIAMO!

 Ha aperto Casa e Bottega – Ristorazione inclusiva, il locale in via Canale Ippolito 16/A a Caprile di Codigoro gestito dai giovani con disabilità del progetto di Asp “Vivere e coltivare autonomie”. In questa fase iniziale il locale sarà aperto a pranzo dal lunedì al venerdì solo su prenotazione (il numero da chiamare è 334-8427905). Anche il servizio catering sarà disponibile dal lunedì al venerdì in orario di laboratorio (dal mattino sino a metà pomeriggio). Si procederà per step e, mano a mano che l’attività si consoliderà e i ragazzi si sperimenteranno, l’offerta sarà ampliata, sino a tenere aperto il ristorante dal lunedì al venerdì.

“Vivere e coltivare autonomie” è stato avviato due anni fa a partire da un una valutazione dei servizi sociali. Negli ultimi anni negli utenti in carico al Servizio Sociale Professionale di Asp del Delta Ferrarese e nelle loro famiglie è cresciuta la necessità di implementare il numero dei servizi a loro dedicati per migliorare la qualità di vita anche costruendo nuove opportunità lavorative. Questa esigenza è particolarmente sentita nella fascia dei giovani (età 20-40 anni), che presentano disabilità medio lievi o anche gravi e con profili non adeguati alle risorse presenti sul territorio, e che necessitano di interventi innovativi per mantenere e incrementare le competenze e le autonomie personali.

Ed ecco l’idea di un laboratorio formativo rivolto a un gruppo di giovani adulti con disabilità nei locali della Locanda di Caprile. Scopo del progetto, la cui gestione è stata affidata da Asp alla Cooperativa Sociale CIDAS, assicurare il mantenimento e il potenziamento dell’autonomia della vita quotidiana, agevolando loro l’ingresso al mondo del lavoro a partire da un ambiente protetto. I giovani, tutti residenti nei Comuni del Delta Ferrarese, hanno avuto occasione di sperimentare la gestione di una cucina, l’attività di sala, la coltivazione di un orto. Il progetto è partito nel mese di maggio 2021. Inizialmente il gruppo era composto da 10 ragazzi, ora siamo arrivati a 15: fin da subito la gestione del bar e del ristorante è stata affidata loro, con la guida e il supporto di assistenti personali competenti per raggiungere l’autonomia delle singole attività. Il gruppo si è diviso naturalmente fra attività orticole e di addestramento alla ristorazione: si è cercato di seguire le volontà e le attitudini di ognuno, pur mantenendo momenti con gruppi misti per sollecitare l’interesse anche nelle attività meno desiderate.

Dopo questi mesi di formazione – condotti con successo anche grazie alla collaborazione dei familiari –, i ragazzi sono ora pronti a occuparsi personalmente sia della preparazione di cibi e bevande, sia del servizio in sala. “Spesso si pensa che le persone con disabilità non siano in grado di scegliere, si pensa a loro come a persone da accudire tutta la vita, che difficilmente si potranno inserire appieno in un contesto di vita cosiddetto normale – spiega Asp del Delta Ferrarese –. Questo progetto punta proprio all’autonomia e all’indipendenza dei ragazzi: fare sempre più cose da soli, acquisire una sempre maggiore consapevolezza delle proprie risorse e delle proprie abilità. Investiamo a favore della disabilità ascoltando la voce dei diretti interessati e delle Associazioni. Proviamo a cercare sacche di solitudine e di isolamento per far emergere nuovi e vecchi bisogni, per portare in questo territorio possibilità concrete di autonomia abitativa e lavorativa per le persone con disabilità, stimolando la nascita e la crescita di servizi innovativi disegnati ad hoc sulle persone”.

 Lo staff

“Ho quasi 27 anni, sono un grande fan di Albano – esordisce Marco Telloli –. Frequento il laboratorio da un anno e mi occupo un po’ di tutto: cucina, bar, ma la mia preferita è la sala. Mi piacer servire le persone, possono fare nuove conoscenze e anche scherzare! Adoro preparare caffè e cappuccini, mi piacerebbe imparare a realizzare i disegni con la schiuma del latte. Il mio sogno più grande? Lavorare con Buddy Valastro, il Boss delle torte degli Stati Uniti: per ora mi alleno con crostate e ciambelle”.

“Io mi occupo della cucina, della sala e anche dell’orto, il mio spazio preferito: amo stare all’aperto”. Esordisce così Alessia Bellini, 37 anni, nel laboratorio da gennaio 2022. “Mi piace molto anche fare la cameriera, non vedo l’ora di cimentarmi in questa nuova avventura. All’inizio ero un po’ intimorita ma poi, dopo aver conosciuto l’ambiente, gli operatori e i ragazzi ha avuto modo di costruire un rapporto con tutti loro, che ora sono anche amici e con i quali ci frequentiamo anche fuori dal laboratorio. Per questo voglio ringraziare gli operatori, che mi hanno accolta e insegnato tante cose nuove. Come il catering: in quelle occasioni sono sempre emozionata, sono esperienze che non dimenticherò mai. Non sono abituata a ricevere tanti complimenti! E chissà come lo sarà quando ci sarà tanta gente qui a Casa e Bottega: speriamo solo non mi cada qualche pizza!”.

“Io ho 23 anni e ho frequentato l’istituto alberghiero – spiega Bartek Farinella –. Sono addetto alla cucina, tra piadine, dolci e caffè. Mi occupo anche delle pulizie. Mi piacciono i catering – perché ricevo un sacco di complimenti – e anche apparecchiare: già me ne occupavo a casa, ma qui il tutto avviene in maniera molto più professionale! Gli altri ragazzi dello staff sono anche miei amici, e c’è anche un’amicizia molto speciale – arrossisce –. Io sembro timido, ma da quando sono qui mi sento molto più sicuro di me!”.

Poi c’è Francesca Ferrari, coinvolta nell’avventura sin dall’inizio: “Mi piace stare qui in compagnia: anche se qualche volta bisticciamo poi facciamo subito pace. Prima di abitare a Bosco Mesola stavo a Massafiscaglia: non pensavo avrei trovato un’opportunità come questa. Adesso che apre il ristorante spero di non essere sempre impegnata: ci tengo ad avere i weekend liberi!”.

Come Francesca, anche Ronald Cespedes (28 anni) è a Caprile dall’inizio del progetto: “I colleghi con il tempo sono diventati amici. La mia postazione preferita è dietro al bancone, dove posso muovermi più liberamente e in autonomia. Sogno, infatti, di diventare un esperto di caffè e cappuccini”.

E poi c’è Giulia Bonafè, 22 anni di Bosco Mesola: “Sono arrivata a Caprile una volta finita la scuola: Francesca e Ronald li conoscevo già. Mi piace lavorare e stare in compagnia, stando qui ho imparato un sacco di cose: a fare pizzette, dolci, torte, piadine… E anche tanti caffè! In Casa e Bottega vorrei lavorare come cameriera, ma ogni tanto anche in cucina alla preparazione dei piatti”.

Marco, Alessia, Bartek, Francesca, Ronald e Giulia sono solo alcuni dei ragazzi dello staff di Casa e Bottega. Insieme ai colleghi, sono molto emozionati ma anche prontissimi per affrontare questa nuova avventura.